Quadri di note, superbe serenità: un ricordo del Festival Liszt
Posted by legita on October 30, 2009
L’interpretazione, dalla grande tecnica e dal profondo sentimento, della Sonata n.1 in Fa maggiore opera 5 di Beethoven, della Lugubre Gondola e delle Due Elegie di Liszt ed ancora della Sonata n.3 in La maggiore opera 69 sempre di Beethoven, ha portato i suoni a rincorrersi allegri per poi abbandonarsi languidi.
Anche la scelta di presentare come bis una variazione sul tema de Il Flauto Magico di Mozart ha fatto sentire, come pochi al mondo, al pubblico presente numeroso e caloroso, vibrazioni briose che sono diventate serie ma solo per un attimo perché sono tornate subito ad essere felici, molto felici.
Il viaggio verso il sublime, il patrimonio di tutta l’umanità, come il pianista stesso ha definito la musica suonata per la settima edizione del Festival Liszt, la trascrizione del compositore ungherese della Nona di Beethoven, non ha avuto un intervallo ma due bis, una mazurca di Chopin, scelta dall’interprete toscano perché con i suoi temi ebraici si legava bene all’Inno alla Gioia prima eseguito e molto apprezzato e un delicato fandango di Alessandro Scarlatti, altra bella partitura degna della serata tanto emozionante.
Baglini ha messo una visibile tensione, una massima concentrazione nel suo concerto di un’ora e mezza senza spartito, ha mostrato sul palcoscenico forte intensità di sentire le note come pochi, mentre il suo pubblico, presente numerosissimo tra i velluti rossi della platea, ha dato attenzione massima fino alla fine alle sue melodie, agli accordi e alle ripetizioni, ha sentito grande condivisione con lui di qualcosa di grande ed indimenticabile e i commenti sono stati tutti entusiastici.
Fonte: www.sambenedettoggi.it